
In Italia, quando si parla di centri giovani, non si ha sempre la stessa idea in testa. C’è chi li immagina come luoghi in cui i giovani sono fruitori di un servizio, e chi invece li costruisce come spazi di cittadinanza attiva in cui i giovani possano contribuire alla vita sociale e culturale dei territori. Per YEPP Italia questa seconda visione non è una teoria: è il lavoro quotidiano che l’associazione porta avanti da vent’anni sui territori.
Non tutti gli spazi per giovani nascono con lo stesso obiettivo
Nel dibattito sulle politiche giovanili, il Centro di Aggregazione Giovanile porta con sé una lunga tradizione di servizio: nasce come risposta al disagio, si muove entro una cornice normata, e trova nella prevenzione dell’esclusione sociale la propria ragion d’essere. È un modello che ha dato e continua a dare risposte importanti, soprattutto laddove serve un presidio educativo strutturato.
Il centro giovani si colloca su un piano diverso, complementare più che alternativo. Parte dalla domanda di protagonismo che i ragazzi esprimono quando vengono messi nelle condizioni di essere ascoltati. Cambia, di conseguenza, anche il ruolo che i giovani ricoprono al suo interno: non utenti di un servizio pensato per loro, ma promotori di ciò che in quello spazio accade, dalle attività quotidiane fino alla gestione stessa del luogo. È uno spostamento che ha implicazioni molto concrete per chi progetta e finanzia interventi sul territorio, perché significa investire sulla costruzione di competenze di cittadinanza attiva, autonomia e responsabilità – competenze che restano ai ragazzi ben oltre l’esperienza di singoli progetti.
Il punto di partenza: un bisogno che i giovani esprimono da sempre
Per YEPP Italia il tema dello spazio per i giovani non è una novità recente, ma un filo conduttore presente fin dall’inizio dei percorsi sul territorio. Da quando, nel 2003 sono nati i siti YEPP, le giovani e i giovani che sono stati coinvolti in un processo partecipativo hanno indicato lo stesso bisogno: avere uno spazio di riferimento, un luogo fisico dove potersi incontrare, imparare e agire. È una richiesta che è emersa ad Albenga e Loano, in Valle Stura, a Bivongi e Acqui Terme, nelle Langhe e nel quartiere Falchera di Torino, e in molti altri dei siti locali in cui oggi YEPP Italia è presente.
Questo bisogno non è rimasto sulla carta. È stato raccolto e trasformato in percorsi concreti di attivazione e advocacy: YEPP Italia ha accompagnato i giovani nel dialogo con le amministrazioni comunali, li ha sostenuti nell’acquisire le competenze necessarie per negoziare, proporre, gestire risorse e attività, e li ha messi nelle condizioni di diventare interlocutori credibili delle Istituzioni. Il risultato è che, in diversi territori, i giovani si sono conquistati uno spazio, dimostrando visione e capacità organizzativa.
Si tratta di luoghi in cui i giovani possono incontrarsi, progettare, realizzare, attraverso processi non formali di apprendimento, attività creative, culturali, ludiche, ricreative e multiculturali finalizzate alla promozione del benessere. Spazi aperti al territorio in cui si fa aggregazione intorno ad attività comuni, promuovendo l’empowerment dei giovani attraverso le metodologie della progettazione partecipata e dell’educazione tra pari.
Dall’aggregazione alla gestione: gli esempi dal territorio
Gli esempi concreti raccontano meglio di ogni definizione cosa significhi, per YEPP Italia, il protagonismo giovanile.
Ad Albenga, in Liguria, il percorso avviato con la metodologia YEPP ha portato i ragazzi a gestire il centro giovani municipale, luogo che ha ospitato diversi scambi internazionali con altri centri giovani di tutta Europa e che è diventato un punto di riferimento per la comunità locale.
Ancora in Liguria, a Loano, nel 2025 è stato inaugurato un nuovo centro giovani, frutto di un lungo lavoro di advocacy territoriale in cui i ragazzi stessi sono stati interlocutori diretti dell’amministrazione, non semplici destinatari di una decisione presa altrove.
A Bivongi, in Calabria, il percorso YEPP ha portato i ragazzi ad autogestire spazi propri, non assegnati dall’alto ma ottenuti attraverso un processo di responsabilizzazione progressiva: prima l’organizzazione delle attività dentro lo spazio, poi l’assunzione diretta della sua gestione, fino alla nascita di una vera e propria associazione giovanile.
Ad Acqui Terme, in Piemonte, i giovani già dall’avvio della prima progettazione partecipata hanno evidenziato il bisogno di uno spazio d’aggregazione che potesse essere punto di riferimento per i coetanei. È nato così il centro giovani Jungle, all’interno di uno spazio messo a disposizione dal Comune, gestito dal gruppo informale YEPP Acqui Terme.
Contesti diversi tra loro, ma con un filo conduttore comune: in nessun caso i giovani sono stati semplici beneficiari di scelte già prese da altri, ma sono stati parte attiva del processo che ha reso quelle scelte possibili.
Un tema sempre più centrale per le politiche giovanili
Non è un caso che oggi diversi bandi e fondi pubblici chiedano esplicitamente progetti che rafforzino il protagonismo giovanile, l’impegno civico e la responsabilità dei ragazzi, insistendo anche sulla dimensione fisica degli spazi da promuovere, non solo su percorsi formativi astratti. È una direzione che intercetta pienamente il lavoro che YEPP Italia porta avanti da anni: rendere i giovani sempre più parte attiva degli spazi che li riguardano, diventando, passo dopo passo, cittadini attivi nella propria comunità.