NewsDalla consapevolezza all’azione

Pubblicato il 27 Maggio 2026

Il livello più alto di empowerment è quando i giovani diventano protagonisti della propria crescita.

Nei siti locali YEPP, i ragazzi non aspettano che qualcuno offra loro formazione: la progettano. Identificano le competenze che vogliono acquisire, organizzano attività per sé e per i coetanei, invitano esperti o si mettono in gioco in autonomia. Grazie ai percorsi YEPP, i giovani sanno non solo cosa vogliono imparare, ma come farlo accadere.

Questa affermazione non è uno slogan: è il risultato concreto di un metodo. YEPP Italia porta nei territori una cassetta degli attrezzi — competenze di analisi del contesto, progettazione partecipata, valutazione — che i giovani imparano a usare per costruire risposte reali ai bisogni che individuano nelle proprie comunità. Il punto di partenza non è mai un catalogo di attività preconfezionate, ma una domanda: di cosa ha bisogno questo territorio? Di cosa hanno bisogno i miei coetanei? E io, che cosa voglio saper fare?

Dalla consapevolezza all’azione: il metodo YEPP in pratica

Ogni sito locale YEPP nasce da un processo di analisi di contesto condotto dai giovani stessi. Questionari, focus group, osservazione diretta: i ragazzi imparano a leggere il territorio prima di intervenire su di esso. Questo passaggio — spesso sottovalutato — è cruciale. La formazione metodologica che YEPP Italia offre non serve a produrre bravi progettisti in astratto, ma a rendere i giovani capaci di agire consapevolmente nella propria comunità.

Ad Albenga, per esempio, i giovani del gruppo di supporto hanno identificato alcuni nodi tematici attorno a cui costruire l’intero Piano Operativo 2025/2026: integrazione, creatività inclusiva, opportunità formative, aggregazione. Non si tratta di parole chiave scelte a caso, ma della sintesi di un lavoro collettivo di ascolto e riflessione. Da quei bisogni sono nate dieci azioni progettuali distinte, pensate dai ragazzi, per i ragazzi.

Questo è il cuore del modello: le competenze progettuali acquisite attraverso YEPP diventano strumenti per sopperire alla mancanza di opportunità e per creare spazi di crescita che altrimenti non esisterebbero.

Talenti da scoprire, competenze da costruire

Uno degli aspetti più interessanti dei piani operativi dei siti locali è la varietà di ambiti in cui i giovani scelgono di investire. Creatività, espressione artistica, cittadinanza, tecnologia, ambiente: ogni scelta riflette sia i bisogni del contesto sia le passioni e le intuizioni del gruppo.

Ad Albenga, i ragazzi hanno scommesso sul teatro e sul game design. Il laboratorio teatrale, condotto in collaborazione con l’associazione Kronoteatro, non è un corso extracurricolare come tanti: è un percorso annuale che culmina in uno spettacolo pubblico, momento di restituzione alla comunità e occasione di dialogo con la città. L’obiettivo non è formare attori, ma sviluppare autostima, lavoro di gruppo, espressione corporea e scrittura scenica — competenze trasversali che i giovani hanno scelto perché le riconoscono come rilevanti per la propria crescita.

Il laboratorio di game design, rivolto a ragazze e ragazzi delle scuole medie e superiori, segue la stessa logica. In sei mesi di lavoro articolati in tre moduli — meccaniche di gioco, storytelling, design visivo — i partecipanti non imparano semplicemente a progettare un videogioco. Imparano a pensare in modo sistematico, a collaborare, a integrare prospettive diverse, a dare forma concreta a un’idea. Il prototipo finale è il risultato tangibile di un processo formativo che valorizza creatività e problem solving.

A Loano, i giovani hanno puntato sui media digitali, progettando workshop su podcast video e cortometraggio. La scelta non è casuale: podcast e cortometraggio sono linguaggi che i ragazzi già abitano da fruitori, e che vogliono imparare a padroneggiare come produttori. Il workshop li guida attraverso tutte le fasi del processo — dall’ideazione alla post-produzione — trasformando una passione in una competenza strutturata. È un esempio nitido di come YEPP intenda la formazione: non come trasmissione di saperi calati dall’alto, ma come percorso in cui i giovani portano già qualcosa di proprio e lo sviluppano con metodo.

Quando la formazione risponde a bisogni reali

Accanto ai percorsi più legati all’espressione artistica e creativa, i siti locali YEPP sviluppano anche attività che rispondono a bisogni concreti, talvolta urgenti, che i giovani riconoscono nel proprio contesto.

Ad Albenga, il progetto “Sopravvivenza Civica” nasce da una consapevolezza precisa: molti ragazzi, al termine del percorso scolastico, si trovano impreparati ad affrontare la vita adulta nella sua dimensione pratica — gestire documenti, costruire un bilancio personale, conoscere i propri diritti, orientarsi nei servizi pubblici. Il corso, rivolto ai 16-25enni, risponde a questo vuoto con un approccio esperienziale fatto di simulazioni, roleplay e “escape room civiche”, guidato da una giovane esperta che conosce dall’interno le difficoltà dei propri coetanei. Al termine, ogni partecipante riceve un “Survival Kit” — schede operative costruite insieme durante il percorso — che testimonia un processo di crescita reale. È formazione che produce autonomia.

Ad Acqui Terme, i giovani del sito locale hanno scelto di lavorare su due fronti apparentemente distanti ma ugualmente significativi. Da un lato, il progetto “Ecologica!” — serate di cineforum ambientale, talk con esperti e divulgatori scientifici, escursioni sul territorio — che nasce dalla volontà di costruire una coscienza ambientale critica e partecipativa tra i coetanei. Dall’altro, un progetto di inclusione digitale rivolto alle persone anziane della comunità: i giovani volontari affiancano gli adulti nell’uso degli smartphone, riducendo il divario digitale e creando ponti intergenerazionali. In entrambi i casi, i ragazzi non si limitano a organizzare attività: si posizionano come agenti di cambiamento nel proprio territorio.

Il passaggio di competenze come moltiplicatore

Un elemento che attraversa trasversalmente tutte queste esperienze è il passaggio di competenze — tra esperti e giovani, ma anche tra giovani più esperti e nuovi arrivati. In ogni sito locale, chi ha già vissuto un ciclo progettuale diventa a sua volta facilitatore per chi si avvicina per la prima volta. Questo meccanismo non è accessorio: è strutturale alla metodologia YEPP e produce un effetto moltiplicatore che rafforza la tenuta e la continuità dei gruppi nel tempo.

La progettazione, la realizzazione e la valutazione delle attività diventano così momenti formativi in sé. I giovani non solo erogano formazione ai propri coetanei: crescono loro stessi attraverso il fare, acquisendo competenze organizzative, comunicative, relazionali e progettuali che nessun corso frontale potrebbe trasmettere con la stessa efficacia.

Quello che emerge dall’insieme di queste esperienze è un modello in cui la formazione non è mai fine a sé stessa. È sempre strumento — per rispondere a un bisogno, per attivare una comunità, per dare ai giovani la possibilità di scegliere il proprio contributo alla vita collettiva. YEPP Italia porta il metodo; i giovani portano la conoscenza del territorio, le passioni. Insieme, costruiamo qualcosa che funziona — e che, soprattutto, dura.