
Quando la scuola si apre al mondo, quando il dialogo è reale, quando i ragazzi vengono messi nelle condizioni di fare esperienza in prima persona, il cambiamento diventa possibile. E duraturo.
Lo dimostrano i risultati del progetto Insieme facciamo la differenza, promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori, in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo e con il supporto di YEPP Italia.
Giovedì 29 maggio 2025, all’Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, si è svolto l’evento conclusivo della seconda edizione del percorso: una mattinata intensa, corale e partecipata, che ha coinvolto oltre 200 studenti e studentesse in rappresentanza di 10 scuole superiori torinesi, accompagnati dai loro insegnanti per condividere pubblicamente riflessioni, esperienze ed elaborati nati durante l’anno scolastico.
Una tappa conclusiva per restituire il senso di un percorso che ha coinvolto complessivamente 350 giovani, impegnati in un progetto educativo dedicato al tema delle migrazioni. L’obiettivo era chiaro: stimolare consapevolezza, spirito critico e cittadinanza attiva. Lo strumento: un percorso fatto di incontri, attività in aula, esercizi di media literacy, analisi delle fonti e dialogo con chi, ogni giorno, lavora sul territorio, per confrontarsi con stereotipi, semplificazioni e contraddizioni spesso presenti nell’informazione quotidiana.
Durante l’incontro del 29 maggio, moderato dal giornalista di Sky TG24 Luigi Casillo, le ragazze e i ragazzi di ciascuna scuola hanno raccontato il proprio vissuto, mettendo in luce ostacoli iniziali, cambiamenti interiori e consapevolezze maturate. Alessandro della 5°B dell’Ipsia Dalmazio Birago ha detto: “All’inizio eravamo scettici e molto diversi tra noi, senza un vero legame. Ma col tempo, grazie agli incontri, ci siamo uniti, ci siamo ascoltati, e ci siamo anche liberati di alcuni pesi personali”. Sofia, della 3°AS del Liceo Scientifico Volta, ha aggiunto: “Avevamo aspettative diverse, ma tutte accomunate dalla voglia di capire e conoscere meglio. Ci siamo trovati a giocare, parlare, costruire qualcosa insieme. Questo ha arricchito ciascuno di noi – e ha unito la classe”.
Le scuole coinvolte sono state dieci: ITIS Avogadro, Ipsia Dalmazio Birago, IPSSEOA Colombatto, Liceo Scientifico Galileo Ferraris, IIS Giolitti, ISISS Magarotto, IIS Marie Curie, Liceo Regina Margherita, Convitto Umberto I e Liceo Scientifico Volta. Ogni classe ha seguito un proprio percorso, ma tutte hanno attraversato le stesse domande: cosa significa davvero migrare? Quali storie ci sfuggono quando ci affidiamo solo a certe narrazioni? E cosa succede quando lasciamo la teoria e ci mettiamo in gioco, in prima persona?
Dopo l’educazione alla lettura critica dei media con la giornalista Gabriela Jacomella, le attività in presenza con le associazioni, condotte da YEPP Italia, hanno concretizzato il percorso.
Attraversare i confini dell’aula per entrare in contatto con persone e storie vere sono stati momenti chiave. Robert della 5°B del Birago ha raccontato: “L’incontro con le donne dell’A.D.A.S.S. a Porta Palazzo ci ha toccati molto. Abbiamo parlato di etichette, discriminazioni, ma soprattutto tutti abbiamo avuto modo di dire la nostra. È stato un confronto vero”. E Justin, della 3°AS del Volta: “Le interviste, i giochi… tutto ci ha aiutati a vedere chi avevamo davanti per ciò che è, e non per le etichette che gli affibbiamo”.
Determinante il contributo delle associazioni coinvolte: Sermig – Arsenale della Pace, Asai – Associazione di Animazione Interculturale, Pastorale Migranti dell’Arcidiocesi di Torino, Associazione Renken, Associazione País, Associazione Generazione Ponte, A.D.A.S.S. – Donne Africa Subsahariana, Associazione El Amal – La Speranza, e Educativa di Strada dell’Oratorio San Luigi. Luoghi vivi, che hanno aperto le porte a ragazze e ragazzi, condividendo storie, domande, strumenti di dialogo. E uno spazio autentico in cui ascoltare e farsi ascoltare.

È stato in questi spazi – costruiti grazie alla rete di relazioni attivate da YEPP Italia – che si è accesa la scintilla. Incontrare l’altro fuori dai contesti abituali, riconoscersi in esperienze apparentemente lontane, scoprire attraverso il gioco e il racconto la complessità dell’altro: tutto questo ha reso l’esperienza trasformativa, ha dato al progetto un valore esperienziale capace di lasciare un segno duraturo.
Un cambiamento che hanno osservato anche i e le docenti. Fiorella Mariantoni, insegnante del Liceo Regina Margherita ha raccontato: “Ho visto ragazzi che non avevano mai sfogliato un quotidiano iniziare a interrogarsi, a farsi domande, a maturare opinioni proprie. Sono passati da visioni superficiali e univoche a una lettura più complessa e consapevole, meno condizionata dai luoghi comuni. Partecipazione ed entusiasmo sono aumentati di settimana in settimana”. Maria La Calce, docente del Liceo Scientifico Volta ha aggiunto: “Durante le uscite, studenti che normalmente non parlano si sono aperti e messi in gioco, raccontando parti di sé. Il gruppo classe è diventato più coeso e attento”.
Particolarmente toccante durante l’evento di restituzione del percorso, l’intervento di Veronica Fernandes, inviata di guerra per Rai News 24, che ha condiviso la sua esperienza professionale, parlando di confini attraversati, umanità in movimento e ribadendo la responsabilità della narrazione giornalistica. Il suo contributo ha toccato nel vivo i presenti, rafforzando il messaggio che le storie contano, e vanno ascoltate e raccontate nella loro interezza e complessità, con rispetto e consapevolezza.
Una parte fondamentale del progetto è stata infatti anche la realizzazione di video finali, interamente ideati e prodotti dai ragazzi. Attraverso riprese, interviste, montaggi e narrazioni visive, hanno dato forma concreta alle loro riflessioni, trasformandole in racconti collettivi. Un momento creativo e corale che ha restituito il senso di ciò che è stato vissuto.
La sensazione condivisa è che Insieme facciamo la differenza non sia stato un semplice progetto scolastico né “il solito” progetto scolastico, ma qualcosa di più profondo. Un’esperienza che ha lasciato un segno. In chi ha partecipato, in chi ha ascoltato, in chi ha facilitato. In un tempo in cui le distanze sembrano aumentare e le narrazioni si semplificano e irrigidiscono, Insieme facciamo la differenza ha creato uno spazio prezioso per avvicinarsi, conoscere e conoscersi, comprendere.
Federico e Nelson, della 4°D del Dalmazio Birago, lo hanno sintetizzato così: “Dietro ogni pregiudizio c’è una persona, con una storia. E quella storia merita rispetto”. E Sofia e Justin, della 3°AS del Liceo Volta: “Abbiamo imparato a vedere le persone, non le etichette. L’ascolto e l’inclusione sono la chiave per una società più giusta”.
Non è facile, oggi, creare spazi di dialogo autentico tra mondi e generazioni. Ma questo progetto ci è riuscito. Ha unito le aule al territorio, la teoria alla pratica, l’informazione alla relazione. E ha dimostrato che, se i giovani vengono ascoltati, coinvolti e responsabilizzati, sono capaci di guardare il mondo con occhi nuovi.
In fondo, è proprio questo il senso più profondo dell’educazione: provare, insieme, a fare la differenza.
AAAA